Prolungamento orario nelle scuole comunali 0-6, Maghernino: “Nessuna intenzione di eliminarlo. Lo stiamo rendendo stabile, più esteso e più equo”

FANO, 10 febbraio 2026 – «È completamente infondata l’idea che questa Amministrazione voglia eliminare il prolungamento orario nelle scuole comunali 0-6. Stiamo facendo l’esatto contrario: abbiamo investito più risorse e stiamo trasformando una sperimentazione fragile in un servizio strutturato, più organizzato, più capillare e più garantito. La conciliazione vita-lavoro è un bisogno reale di tante famiglie e una responsabilità pubblica». Così l’assessore ai Servizi Educativi del Comune di Fano, Loredana Maria Laura Maghernino, risponde all’interrogazione del consigliere comunale Samuele Mascarin sul prolungamento dell’orario scolastico a pagamento.
Data:

10/02/2026

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Loredana Maria Maghernino
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Descrizione

«In questi mesi abbiamo scelto di dare stabilità e qualità al servizio: abbiamo esteso l’orario fino alle 18.00 sia per i nidi sia per le scuole dell’infanzia, ampliato il calendario fino al 30 giugno e rafforzato la copertura territoriale, attivando il prolungamento in quattro scuole dell’infanzia (prima erano tre). Abbiamo anche aumentato l’accessibilità, abbassando la soglia minima per l’attivazione nelle scuole dell’infanzia da 20 a 10 richieste; anticipato le iscrizioni a febbraio, così da consentire alle famiglie una programmazione reale; e introdotto maggiore flessibilità nell’uscita, perché il prolungamento deve essere una risposta concreta e davvero utile ai genitori».Maghernino entra poi nel merito della compartecipazione economica: «Parliamo di un servizio aggiuntivo e opzionale, a domanda individuale, che richiede personale e organizzazione. La tariffa non nasce per “fare cassa”, ma per garantire sostenibilità e soprattutto per correggere una distorsione che i numeri, negli anni, hanno reso evidente: con la gratuità totale si registravano molte richieste, ma una frequenza effettiva spesso molto bassa. Questo significa che risorse pubbliche venivano impegnate per mantenere attivo il servizio a fronte di presenze ridotte, con tassi di assenteismo molto elevati».«I dati dei Servizi Educativi parlano chiaro. Nell’anno scolastico 2022/2023, con servizio gratuito, a fronte di 135 iscritti la frequenza media è stata di 22 bambini: in pratica frequentava realmente circa il 16%, mentre l’84% degli iscritti risultava assente. Nell’a.s. 2023/2024, sempre gratuito, si sono registrate 87 richieste con 26 bambini di frequenza media: circa il 31% di frequenza effettiva. Nell’a.s. 2024/2025, gratuito ma con clausola di decadenza in caso di mancata fruizione, le richieste sono state 84 e la frequenza media 35: nonostante le clausole, il 62% degli iscritti continuava a non frequentare. Nell’a.s. 2025/2026, con l’introduzione della tariffa, a fronte di 45 iscritti la frequenza media è salita fino al 58%. È un dato importante: significa che oggi il servizio viene utilizzato soprattutto da chi ne ha davvero necessità, evitando sprechi legati a organizzazione e costi per presenze che poi non si concretizzano».«È vero che le iscrizioni risultano inferiori rispetto all’anno precedente, ma questo dato va letto correttamente: non come un “collasso”, bensì come il passaggio da una richiesta spesso occasionale a un utilizzo più coerente e continuativo. Il nostro obiettivo è mantenere il prolungamento come uno strumento stabile e credibile, non come un’opzione fragile che rischia di essere percepita come non essenziale perché, nella realtà, non viene fruita».Sul fronte dell’equità sociale, l’assessore chiarisce la prospettiva per il prossimo anno scolastico: «Non ignoriamo le difficoltà delle famiglie più fragili. Proprio per questo intendiamo introdurre correttivi che rendano il sistema più giusto: la direzione è prevedere la gratuità totale per le fasce ISEE fino a 6.000 euro e, sulla base del monitoraggio di iscritti e frequenze, valutare una retta ridotta per le famiglie con ISEE fino a 20.000 euro. È la strada che consente di tutelare chi è in difficoltà senza rinunciare alla qualità e alla sostenibilità di un servizio che vogliamo garantire nel tempo».«Questa è la linea: nessun taglio, nessuna chiusura. Più risorse, più organizzazione, più estensione, più copertura e più tutela per chi ha meno. Il prolungamento orario non viene smantellato: viene consolidato», conclude Maghernino.

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Ultimo aggiornamento: 10/02/2026 15:25

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